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"MUSEO DI QUALITÀ"
È RICONOSCIUTO DA
REGIONE EMILIA-ROMAGNA
ISTITUTO PER I BENI ARTISTICI
CULTURALI E NATURALI
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Devolvi il 5 PER MILLE all'Istituto Alcide Cervi
nell'apposito spazio nel modello CUD, 730 e unico, indica il codice fiscale dell'Istituto:
80011450352
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| Scritto da Webmaster | |||||
| venerd́ 06 luglio 2007 | |||||
Pagina 3 di 3 IL PERCORSO MUSEALE1. Prima porta morta – Ingresso La ‘porta morta’ è tradizionalmente il punto di accesso agli spazi di vita e di lavoro della casa contadina. Da qui inizia la visita al Museo Cervi, che si snoda a partire dal trattore acquistato nel 1939, con sopra il famoso “mappamondo”, e dal racconto della storia della famiglia Cervi e – più in generale – delle famiglie contadine nella storia dell’Emilia del Novecento. In fondo alla porta morta si trova un plastico della casa e di parte del podere dei Cervi, che ricostruisce la casa come era durante la guerra, approfondendo la conoscenza dell’edilizia rurale nelle campagne reggiane. 2. Prima stalla – Il lavoro contadino La “prima stalla” è dedicata alla storia dei Cervi come famiglia contadina, e alle trasformazioni del mondo agricolo emiliano nel corso della prima metà del Novecento. Dei Cervi è messo in rilievo l’impegno per migliorare la capacità produttiva del podere e per potenziare la stalla, ma anche la complessità del lavoro e della vita della famiglia contadina, e il ruolo svolto in essa dalle donne. Gli oggetti sono raggruppati per aree tematiche: la lavorazione della terra (nella corsia centrale della stalla sono esposti tre aratri usati dai Cervi), la stalla e la produzione del latte, le altre attività collegate al lavoro agricolo, il ciclo della canapa, dalla sua lavorazione alla filatura e alla tessitura. Nelle teche sono esposti documenti che attestano l’attività dei Cervi nel lavoro, e i libri utilizzati per approfondire le conoscenze sulle tecniche di lavoro più avanzate del periodo. 3. Seconda porta morta – Carri agrari Nella seconda porta morta, punto di passaggio tra le due stalle e di accesso alle sale conferenza e alle mostre, è esposto un antico carro agricolo a quattro ruote, tipico della zona, utilizzato all’epoca per tutti i trasporti. Dal secondo portico si accede, inoltre, alle sale didattiche e agli spazi espositivi del Museo, mentre il percorso continua verso la sezione storico-politica di Casa Cervi.4. Seconda stalla – L’antifascismo e la Resistenza Questa sezione della seconda stalla è dedicata alla famiglia Cervi durante il periodo fascista e la Resistenza. Si parte da un quadro generale sulle tradizioni politiche e sociali del Reggiano, per passare ai caratteri della lotta antifascista e all’azione svolta in essa dai fratelli Cervi. Il racconto della partecipazione dei Cervi alla Resistenza – e dopo della Resistenza nella provincia Reggiana – è supportato da carte geografiche ed elaborazioni grafiche, e da approfondimenti tematici. Ai pochi oggetti sopravvissuti alla rappresaglia fascista, esposti nelle teche, si affiancano le testimonianze video di chi ha conosciuto i sette fratelli. 5. Seconda stalla – L’eccidio dei sette fratelli CerviPiù che raccontare, questa piccola sala vuole rendere percepibile – per quanto è possibile – il vuoto determinato dalla fucilazione dei sette fratelli, utilizzando le testimonianze significative di Salvatore Quasimodo e Piero Calamandrei, e alcuni passaggi delle lettere scritte dai sette fratelli Cervi detenuti nel carcere di Reggio Emilia, prima della fucilazione. IL gioco di luci appositamente creato genera un ambiente di raccoglimento e riflessione.6. Stalletta – La memoria dei Cervi Questa parte del Museo è dedicata alla costruzione della memoria dei Cervi nell’Italia del dopoguerra: innanzitutto quella dei sette fratelli, poi quella di papà Cervi, quest’ultima raccontata attraverso una selezione degli oggetti donati dai visitatori nel corso di questi cinquant’anni al Museo, e individuati in rapporto ad alcune tipologie generali: la Resistenza, la politica e il lavoro, l’internazionalismo e la pace, i Pionieri. Anche in questa sala è possibile ascoltare alcune testimonianze video su papà Cervi.7. Le stanze dei Cervi Questa parte del Museo è rimasta inalterata, se non per alcuni piccoli interventi tesi a rendere più leggibili gli oggetti esposti. Sono visitabili la cucina e la cantina (dove è possibile approfondire il ciclo del vino, che si collega al lavoro contadino illustrato nella prima stalla) e, al primo piano, le camere da letto di Alcide Cervi e Genoeffa Cocconi, e di Gelindo Cervi e Iolanda Bigi. Al primo piano sono esposti anche il tabarro e il cappello di Alcide Cervi, e una tabella raffigurante l’albero genealogico della famiglia Cervi.8. Sala letture – Il Museo Cervi e la sua storia In questa piccola saletta, in origine seconda cucina di casa Cervi, sono esposte le medaglie ricevute dai sette fratelli e da papà Cervi. Qui inoltre è possibile approfondire alcuni aspetti della vita del Museo Cervi nel dopoguerra, attraverso la consultazione di album documentari e fotografici, e di pubblicazioni inerenti le vicende della famiglia Cervi.9. Sala proiezioni – Papà Cervi: il racconto di una vitaQuesta saletta era destinata alla raccolta di tutti gli oggetti che le delegazioni in visita al Museo donavano a papà Cervi. E qui il vecchio Alcide accoglieva i visitatori del Museo. Oggi questo incontro è ancora possibile, grazie alla proiezione di interviste ad Alcide Cervi e di documentari sulla sua vita. 10- La Quadrisfera |
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La ‘porta morta’ è tradizionalmente il punto di accesso agli spazi di vita e di lavoro della casa contadina. Da qui inizia la visita al Museo Cervi, che si snoda a partire dal trattore acquistato nel 1939, con sopra il famoso “mappamondo”, e dal racconto della storia della famiglia Cervi e – più in generale – delle famiglie contadine nella storia dell’Emilia del Novecento.
La “prima stalla” è dedicata alla storia dei Cervi come famiglia contadina, e alle trasformazioni del mondo agricolo emiliano nel corso della prima metà del Novecento.
Nella seconda porta morta, punto di passaggio tra le due stalle e di accesso alle sale conferenza e alle mostre, è esposto un antico carro agricolo a quattro ruote, tipico della zona, utilizzato all’epoca per tutti i trasporti. Dal secondo portico si accede, inoltre, alle sale didattiche e agli spazi espositivi del Museo, mentre il percorso continua verso la sezione storico-politica di Casa Cervi.
Questa sezione della seconda stalla è dedicata alla famiglia Cervi durante il periodo fascista e la Resistenza. Si parte da un quadro generale sulle tradizioni politiche e sociali del Reggiano, per passare ai caratteri della lotta antifascista e all’azione svolta in essa dai fratelli Cervi. Il racconto della partecipazione dei Cervi alla Resistenza – e dopo della Resistenza nella provincia Reggiana – è supportato da carte geografiche ed elaborazioni grafiche, e da approfondimenti tematici. Ai pochi oggetti sopravvissuti alla rappresaglia fascista, esposti nelle teche, si affiancano le testimonianze video di chi ha conosciuto i sette fratelli.
Questa parte del Museo è dedicata alla costruzione della memoria dei Cervi nell’Italia del dopoguerra: innanzitutto quella dei sette fratelli, poi quella di papà Cervi, quest’ultima raccontata attraverso una selezione degli oggetti donati dai visitatori nel corso di questi cinquant’anni al Museo, e individuati in rapporto ad alcune tipologie generali: la Resistenza, la politica e il lavoro, l’internazionalismo e la pace, i Pionieri. Anche in questa sala è possibile ascoltare alcune testimonianze video su papà Cervi.
Questa parte del Museo è rimasta inalterata, se non per alcuni piccoli interventi tesi a rendere più leggibili gli oggetti esposti. Sono visitabili la cucina e la cantina (dove è possibile approfondire il ciclo del vino, che si collega al lavoro contadino illustrato nella prima stalla) e, al primo piano, le camere da letto di Alcide Cervi e Genoeffa Cocconi, e di Gelindo Cervi e Iolanda Bigi. Al primo piano sono esposti anche il tabarro e il cappello di Alcide Cervi, e una tabella raffigurante l’albero genealogico della famiglia Cervi.
In questa piccola saletta, in origine seconda cucina di casa Cervi, sono esposte le medaglie ricevute dai sette fratelli e da papà Cervi. Qui inoltre è possibile approfondire alcuni aspetti della vita del Museo Cervi nel dopoguerra, attraverso la consultazione di album documentari e fotografici, e di pubblicazioni inerenti le vicende della famiglia Cervi.







