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| Summer School 2010 |
| Scritto da Webmaster | |
| mercoledì 16 settembre 2009 | |
Summer School Emilio SereniII Edizione 24-29agosto 2010
STORIA DEL PAESAGGIO AGRARIO ITALIANOIl paesaggio agrario italiano medioevaleModuli di didattica e di storia. Corso di formazione. Direttore: Antonio Brusa La II edizione della Summer School Emilio Sereni è stata un'esperienza straordinaria: 6 giorni di lavoro intenso, ultimo dei quali un convegno aperto al pubblico, destinato a “disseminare” gli argomenti fondamentali, discussi a porte e laboratori chiusi. Una Summer School di successo, va detto subito e senza false modestie, dopo aver letto le valutazioni dei partecipanti (rigorosamente anonime, come d’obbligo), considerato il loro numero (83 gli iscritti provenienti da 9 diverse regioni italiane: Emilia Romagna, Lazio, Umbria, Puglia, Veneto, Lombardia, Sardegna, Trentino Alto Adige e Basilicata; ma 152 le presenze registrate all'inaugurazione), la lista dei 37 relatori (docenti universitari, in pratica l’intera medievistica italiana, oltre a qualificate partecipazioni straniere), la presenza di 18 Università tra italiane e straniere (Alghero, Barcellona, Bari, Bologna, Enna, Genova, Huelva-Andalusia, Modena e Reggio Emilia, Palermo, Parma, Pavia, Piemonte Orientale, Politecnico di Milano più la sede di Piacenza, Siena, Trieste, Tuscia, Venezia-Ca' Foscari) e, infine, la presenza di ben 15 tutor, un numero eccezionalmente alto, ma tale da garantire un rapporto quasi personale fra discenti e formatori. Tuttavia, chi ha frequentato, anche per un solo giorno, la Scuola non ha avuto bisogno di queste cifre, per rendersi conto di come l'attività abbia catturato i corsisti ed entusiasmato, per parte loro, i relatori, che hanno potuto così offrire il meglio di sé. Il percorso è stato articolato in moduli che hanno scomposto l’argomento generale in diversi sottotemi: la strutturazione politica del territorio, il territorio fantastico e quello reale, il territorio e l’alimentazione, il territorio e la città. Ogni sessione ha previsto due o tre relazioni chiave, sempre seguite da una discussione in plenaria. Questa sequenza di esposizioni è stata intervallata e variata, per così dire, da momenti di lavoro in gruppi separati che hanno suscitato grande interesse e partecipazione. Il primo, a carattere più “innovativo” e denominato “incontri ravvicinati”, ha permesso ai partecipanti, sempre supportati dai tutor, di dialogare per due ore direttamente con il docente scelto. Il secondo, legato a didattica e divulgazione e ormai caratteristico, li ha visti scegliere tra 6 laboratori didattici tematici, in base al loro interesse: Laboratorio - Curtis e polittici; Gioco - I quattro feudi; Escursione - Gradara; Media tradizionali e nuovi - Uso didattico dei film, dei mondi virtuali, della L.I.M.; Mostre e installazioni; Paesaggio storico e uso del territorio. Con la conduzione di due/tre tutor e sperimentandosi sui documenti, nell'elaborazione di ipotesi e nella scrittura di piccole storie, ciascuno di questi gruppi ha lavorato alla stesura di una traccia di un lavoro concreto, da progettare e testare nel corso dell’anno. Infatti, un’altra caratteristica fondamentale della Summer School Emilio Sereni consiste nel fatto che un buon numero di suoi partecipanti, durante l’anno, continuano il percorso formativo sempre seguiti dai tutor e con momenti di revisione comune anche a cura del Direttore della Scuola (per un totale di 10 ore di lavoro in presenza e un numero imprecisato per la progettazione, la declinazione didattica, la sperimentazione con la classe e la verifica degli obiettivi). Altra novità di questa seconda edizione sono state le 5 manifestazioni collaterali, tra mostre e installazioni, ospitate negli spazi esterni ed interni della Biblioteca Archivio Emilio Sereni: Nuvole di Medioevo, una mostra di fumetti a cura di Elena Musci; Medioevo e letteratura, un bookshop dedicato a cura di Infoshop Mag6; Medioevo e piante, una sezione della mostra trans-europea PaCE; Medioevo e progettazione, una mostra di progetti architettonici per Torrechiara e San Vitale Baganza a cura dell'Università di Parma e, infine, Selle da riposo, un'installazione ambientale dell'artista Antonella De Nisco. L’offerta formativa della Scuola si è poi ulteriormente arricchita con le proiezioni di film che hanno permesso di affrontare il tema del Medioevo attraverso un approccio alternativo: L’Armata Brancaleone, commentata da Germana Gandino, medievista dell’Università del Piemonte orientale; Blade Runner, commentato da Roberto Vacca, l’autore di “Medioevo prossimo venturo”; Barbarossa, commentato da Marco Brando giornalista e divulgatore, autore di diversi libri sulla mitologia e sugli stereotipi riferiti al Medioevo (anche nelle ore serali si è notata l’altissima partecipazione dei corsisti, nonostante il duro lavoro della giornata). Come nella prima edizione, sono state organizzate approfondite escursioni studio: a Nonantola (MO), a Torrechiara (PR) e soprattutto, a Canossa, dove i corsisti hanno potuto beneficiare di una “lezione sul campo”, tenuta collettivamente da cinque docenti della Scuola. La giornata di sabato 28 ha previsto una sessione “speciale” destinata all'approfondimento dell'”utilizzo” sociale del paesaggio medievale, e in genere del patrimonio. Il tema è stato sviluppato presentando alcune esperienze guida italiane e straniere, in particolare il lavoro compiuto dall'Università di Barcellona, presentato da Juan Santacana Mestre e Naira Llonch, e quello dell'Università di Huelva, in Andalusia, presentato da Josè Maria Cuenca Lòpez. Nel pomeriggio si è poi indagato un nodo cruciale rispetto alla mission della Scuola: il rapporto fra patrimonio storico e società multiculturale. Come introduzione all'argomento è stato proiettato un video, realizzato dal Centro Interculturale Mondinsieme del Comune di Reggio Emilia in collaborazione con tre Istituti di Scuola Superiore e Formazione Professionale della città, dove allievi italiani e di origine straniera “facevano i conti” con la realtà storica e ambientale del territorio reggiano. L’obiettivo delle Summer School Emilio Sereni sulla Storia del Paesaggio agrario italiano, infatti, è indagare le trasformazioni (epistemologiche, storiografiche, didattiche e di uso sociale) che la società interculturale impone al concetto di “patrimonio”, e quindi riflettere sul difficile rapporto fra identità locale –così come si è configurata nella tradizione– e identità collettiva di coloro che abitano un determinato territorio e, in definitiva, sul nuovo concetto di cittadinanza che questo rapporto postula. Domenica 29, momento di chiusura effettiva della Scuola, ha visto la partecipazione numerosa di persone, anche esterne, interessate all“uso” pubblico della storia medievale, affrontato in uno stimolante confronto presieduto da Giuseppe Sergi, dell’Università di Torino, lo storico universalmente riconosciuto come punto di riferimento del panorama italiano, e non solo, su queste tematiche.
Medioevo e fumetto (Nuvole di Medioevo)
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