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25 luglio 2010 - Serata della Storica Pastasciutta
Scritto da Webmaster   
marted́ 13 luglio 2010

Domenica 25 luglio - Museo Cervi

Serata della Storica Pastasciutta

 

il più bel funerale del Fascismo...

come Papà Cervi definì la pastasciutta che la famiglia offrì in piazza per festeggiare la caduta del duce, il 25 luglio 1943
 
 
Dalle ore 18.00 Apertura al pubblico del Museo Cervi
Ore 19.30 le Anpi del territorio e l'Istituto Cervi hanno presentato il libro Cento colpi e le sbucciature di Fulvia Alidori (Florence Art Edizioni)
sull'esperienza di due ragazzini - il rosso e il voga-, nella Firenze degli anni '30 e nella Resistenza.
Hanno partecipato l'autrice e Orio Vergalli, testimone della Lotta di Liberazione
A partire dalle ore 20.00 Serata della Pastasciutta

21.30 Racconti... di ASCANIO CELESTINI

Assegnazione del Premio Museo Cervi per il Teatro allo spettacolo SLOI Machine della compagnia Arditodesìo di Trento, vincitore del Festival di Resistenza
 

Anteprima delle immagini della serata

 

 

 
 

 

 

 
 

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 "Ho sentito tanti discorsi sulla fine del Fascismo

ma la più bella parlata è stata quella della pastasciutta in bollore"

Alcide Cervi

Quando la pasta era in bianco...e le camicie no

Negli anni, soprattutto dal decimo anniversario della fine della guerra di Liberazione, una certa retorica, ad uso e consumo delle forze politiche del tempo, ha innalzato esclusivamente l'aspetto armato della Resistenza, relegando la disobbedienza civile e il sostegno dato da tante famiglie a mero, seppur fondamentale, contorno.
Da qualche anno tuttavia, una certa storiografia ha riscoperto quest'altra parte della storia, creando i capitoli della storia di genere.
Sono emersi così racconti, anche ironici e comici, di atti di provocazione e ribellione contro il Fascismo, fatti di gesti piccoli quanto siginficativi.
Da questo mondo deciso e appassionato venivano i Cervi, contadini con un'idea, che fecero 'il più bel funerale del Fascismo' per dirla con le parole di papà Cervi, il 25 luglio del '43 quando Mussolini venne fatto arrestare e si sognava la pace.
I Cervi ricrearono la piazza, la ripresero dopo anni di adunate pilotate, offrendo pastasciutta ai compaesani, una pasta frutto della farina e delle braccia di più famiglie, che non avevano molto, al massimo potevano fare una pasta in bianco condita con burro e parmigiano-reggiano, ma quello lo fecero.
Il 25 luglio è una data storicamente nodale, analizzata da storici e giornalisti nella sua ufficialità, ma troppo spesso si è dimenticato di raccontare la gioia che investì la popolazione, il carattere pacifico delle manifestazioni spontanee, espressione di un antifascismo diffuso, spesso nemmeno conscio, che voleva la fine della guerra, della fame, della paura.
La tavola è popolare, è manifestazione di una cultura vivace, pacifica, che cerca l'incontro sdrammatizzando il conflitto attraverso la convivialità.
E' espressione genuina dell'anima di un popolo.

Quello spirito, quell'ottimismo, rivive così nell'anniversario della storica pastasciuttata, nell'aia della casa che fu dei fratelli Cervi, oggi museo, ogni 25 luglio.
 
 

 

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