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In ricordo di Maria Cervi PDF Stampa E-mail
Scritto da Barbara Barresi   

In ricordo di Maria Cervi

Una protagonista autorevole

Oggi ricorrono cinque anni dalla scomparsa di Maria Cervi. Cinque anni possono essere tanti o pochi, dipende dai punti di vista. Sicuramente il senso di perdita è ancora molto intenso.
Maria Cervi è stata ed è tuttora una figura di spicco per la vita dell'Istituto, per il consolidamento e allargamento della sua base sociale e per la crescita della sua progettualità.
E' stata una figura di spicco anche e soprattutto per la crescita del Museo Cervi, che ha contribuito in maniera fondamentale a consolidare con il suo instancabile e preziosissimo lavoro di testimone e dirigente del Cervi e dell'Anpi.
 
Paola Varesi, Responsabile Museo Cervi
 
Un lavoro, quello di Maria Cervi, animato da passione per la storia e per la memoria, e dalla convinzione della necessità di un costante impegno etico e civile, da esprimere anche attraverso la cura e la promozione del Museo e dei suoi valori, verso le generazioni dei più giovani soprattutto.. E' stata giustamente definita un 'ponte tra le generazioni' anche per la capacità di osservazione del presente e dei suoi mutamenti.
Il suo radicamento è sempre stato nell'Antifascismo e nella Resistenza, per la storia della sua famiglia e per il suo stesso vissuto, e lo è sempre stato sia a livello di esperienza personale, costituendo di fatto l'antifascismo e la Resistenza  il centro e l'origine dei suoi valori di riferimento , ma anche nella dimensione pubblica, che a quel periodo e a quella storia partiva e ritornava, nell'urgenza di non dimenticare.
Partendo di qui Maria aveva sviluppato e promosso una cultura della Resistenza come impegno in difesa della dignità, contro le prevaricazioni, contro le ingiustizie , centrata sul rispetto. Il rispetto, in senso lato,  era una delle sue caratteristiche, e un lascito  preciso della sua storia che diventava, nelle sue azioni e nelle sue parole, progetto comune, ed eredità appunto di quella stagione di lotte che aveva voluto anche ristabilire una centralità dei valori morali, nei comportamenti individuali e collettivi.
La ostinata volontà a tenere vivi storia, memoria e valori la portava a lavorare instancabilmente per il Museo,  e siamo convinti che sarebbe contenta, oggi, a vedere i tanti progetti che sono cresciuti nel tempo, e di come la memoria si incarni in un rapporto sempre più strutturato con le scuole e con il pubblico, in attività strategiche come Memorieincammino, il Festival di Resistenza, la Summer School. Come nell'Istituto si sia sviluppato un lavoro di ricerca che non prescinde mai dalle origini della casa e dai luoghi dei sette fratelli, tenendone alto e vivo il valore dell'accoglienza in tutte le sue articolazioni.

Maria era una donna concreta, coraggiosa e autorevole. Era una donna capace di costruire delle relazioni efficaci, delle iniziative, funzionali all'Istituto, ai suoi archivi, al Museo.

 Il nostro quotidiano lavoro, si costruisce tutt'oggi lungo il filo delle tante delle indicazioni date da Maria.
Abbiamo anche avviato un progetto di censimento e ricerca delle tracce che Maria ha lasciato nei suoi frequenti viaggi di testimonianza presso le più svariate sedi (fra cui Comuni, Province,  scuole, Anpi, sedi di associazioni, biblioteche) disseminate in Italia ma non di rado, negli ultimi anni, anche all'estero.
L'obiettivo che ci proponiamo di portare a termine entro un anno, è quello di recuperare i suoi discorsi, le sue testimonianza e interventi, e di ricostruire questa sua infaticabile opera (quasi una missione) di disseminazione in una pubblicazione anche attraverso la raccolta di interviste a persone 'chiave' che l'hanno conosciuta e magari frequentata.
Pensiamo che ne sarebbe contenta, che ne chiederebbe sempre un po' di copie per lei, da dare nei suoi viaggi, a chi incontrava, come segno di affetto, di considerazione, ma anche monito a non dimenticare.
 
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